
Nel 2017, un rapporto interno dell’azienda P. rivelava che solo il 2% dei dirigenti proveniva da percorsi artistici. Clara Pésery è entrata nel comitato esecutivo in meno di sette anni, senza passare per i circuiti di reclutamento tradizionali. Il suo percorso mette in discussione le norme stabilite e ridefinisce i contorni della progressione professionale in un settore noto per il suo ermetismo.
Clara Pésery: un percorso singolare nel panorama artistico
Tracciare il percorso di Clara Pésery significa seguire una linea che si distingue nettamente dai sentieri battuti. Proveniente da una famiglia in cui l’esigenza artistica si trasmette quasi per osmosi, figlia di Isabelle Carré e Bruno Pésery, cresce tra il Paese Basco e Parigi, circondata da Antoine e Madeleine, i suoi fratelli e sorelle. L’ambiente familiare la radica molto presto in una relazione diretta con la creazione, ma è uscendo dalla Fémis nel 2001 che decide di emanciparsi dal solco parentale per avventurarsi nel campo della produzione indipendente.
Lettura complementare : Rivelazioni sulla fortuna di Hicham Bendaoud: percorso, investimenti e segreti finanziari
Il seguito? Un’assunzione di rischi consapevole. Nel 2008, Clara Pésery lancia Étoile Filante Productions. Fin dall’inizio, il tono è dato: il primissimo film prodotto, Horizons perdus, ottiene una selezione alla Mostra di Venezia. Questa capacità di riunire attorno a sé sia giovani registi promettenti che autori affermati diventa il marchio di fabbrica del suo approccio. I laboratori destinati ai giovani, la creazione di un laboratorio di creazione in campagna, in Borgogna, rafforzano la sua volontà di costruire un progetto professionale che non si piega né ai codici industriali né alle ricette preconfezionate.
Le sue iniziative diverse, da Premiers Regards a Cinéma Demain passando per Étoile Éditions, testimoniano un desiderio costante di rinnovare i formati e le storie raccontate. Il laboratorio di Étoile Filante diventa un luogo di residenza, lontano dal tumulto della capitale, per cineasti e tecnici in cerca di spazio e tempo. Guidata da figure come Marin Karmitz, supportata da Pascal Cauchetoux, incoraggiata da Marc Dupont, Clara Pésery si afferma come un vero e proprio ponte tra generazioni. Per un’illustrazione dettagliata del suo percorso, il percorso di Clara Pésery propone un’immersione istruttiva nella singolarità dei suoi impegni e nella coerenza delle sue scelte nel cinema contemporaneo.
Consigliato : Avviso di morte: servizi digitali sempre più accessibili
Quali sfide e incontri hanno segnato la sua straordinaria ascesa?
Il cammino di Clara Pésery non è mai stato rettilineo. Fin dagli inizi di Étoile Filante Productions nel 2008, scegliere l’indipendenza significava esporsi a una serie di difficoltà concrete: ottenere finanziamenti quando si rifiutano i compromessi, garantire la sostenibilità dell’attività, confrontarsi con la resistenza di un sistema molto centralizzato. Produrre opere come Les Héritiers o Les Fantômes du passé non era scontato; ogni progetto impone di convincere, negoziare, resistere di fronte alla timidezza dei finanziatori istituzionali.
Ma Clara Pésery non ha mai avanzato da sola. Il suo percorso si arricchisce di collaborazioni determinanti. Lavorare con Michel Gondry, Zabou Breitman o Karim Dridi affina la sua visione delle nuove scritture. Svolge anche un ruolo chiave con cineasti emergenti come Sophia Martinez o Karim Moussaoui, aprendo loro le porte del riconoscimento internazionale. La dimensione collettiva prende corpo con la creazione del Laboratorio d’Étoile Filante in Borgogna, uno spazio dove si inventano altri modi di produrre e pensare il cinema.
Per comprendere meglio l’ampiezza degli incontri che hanno segnato il suo cammino, ecco alcuni punti di riferimento:
- Scambi regolari durante grandi festival, Cannes, Venezia, Berlino, che convalidano la dimensione internazionale del suo approccio
- Il sostegno affermato di personalità riconosciute come Marin Karmitz, Pascal Cauchetoux o Marc Dupont
- Il suo coinvolgimento in reti come il Collectif pour un cinéma durable o il Free Cinema Network
Questo radicamento, alimentato da ispirazioni tratte da Truffaut e Agnès Varda, orienta la sua azione verso il concreto: laboratori destinati ai giovani, creazione di festival, apertura all’internazionale con, ad esempio, una filiale a Singapore. La sua forza? Riunire, resistere di fronte all’avversità e mantenere un equilibrio sottile tra creazione, impegno e trasmissione.

Un impegno che ridefinisce i contorni della creazione contemporanea
Clara Pésery non si limita a produrre film, impone un metodo e una visione. Con Étoile Filante Productions, si afferma come una figura di spicco del cinema d’autore e della creazione contemporanea in Francia, ma anche a livello internazionale. Per lei, la parità e la diversità non si limitano a discorsi: si traducono in atti concreti. Lancia collettivi femminili nell’audiovisivo, partecipa attivamente a tavole rotonde sulla visibilità delle donne e orienta le sue scelte di produzione verso una rappresentazione accresciuta delle minoranze. La trasmissione si integra in ogni fase del suo lavoro.
Il suo impegno per una produzione ecocompatibile si materializza in progetti come Fragments o attraverso il sostegno a associazioni locali e alla giovane creazione basca. Incoraggia la valorizzazione di pratiche agricole sostenibili e integra tematiche legate alla sicurezza alimentare in diverse opere, creando così dei ponti tra creazione, territorio ed ecologia.
L’innovazione va oltre il dominio artistico: Clara Pésery privilegia la trasmissione attiva attraverso laboratori per i giovani, partenariati istituzionali, interventi alla Sorbona o alla Fémis. Partecipa al rinnovamento degli immaginari: formati ibridi, apertura all’Africa, valorizzazione del patrimonio basco, blog collettivo sulla diversità linguistica. Il suo lavoro, lodato con premi a Venezia, un Grand Prix a Cannes, e una selezione tra i 40 produttori europei più influenti da parte di Screen International, illustra un approccio in cui l’impegno funge da motore per la creazione e l’inclusione.
Attraverso il percorso di Clara Pésery, si afferma un altro modo di plasmare il cinema: quello che unisce audacia, fedeltà ai propri valori e capacità di trasformare le margini in nuovi spazi di libertà.